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La Storia


Le origini dell'Accademia Gioenia risalgono ad un progetto del grande naturalista catanese Giuseppe Gioeni d'Angiò (1743-1822), che fu avviato a realizzazione, nel suo nome, da un gruppo di studiosi nel 1823. Tra le date più significative della storia dell’Accademia si ricordano:

 

  • 22 dicembre 1823 - permesso della Direzione Generale di Polizia del Regno delle due Sicilie, a firma del Marchese delle Favare, diretta all'Intendente del Valle di Catania.
  • 11 maggio 1824 -ricezione del "nulla osta" per le sedute pubbliche concesso dall'Intendente del Valle di Catania, Barone di Mandrascate.
  • 16 maggio 1824 - festa inaugurale dell'Accademia. Questa, con la iniziale denominazione di "Accademia Gioenia di Scienze Naturali in Catania", ebbe sede dapprima nel Palazzo centrale dell'Università, da dove fu trasferita, dopo circa 120 anni (tra il 1945 e il 1950), nel Palazzo delle Scienze, in corso Italia.
  • Riconoscimento dell'Accademia Gioenia come Ente morale con Regio Decreto del 25 novembre 1919 n.2585, pubblicato nella G.U. del 5 febbraio 1929 n.29.
  • Riconoscimento ufficiale, dopo la costituzione della Repubblica, mediante Decreto del Presidente della Repubblica Italiana del 24 novembre 1948 n.1549.

 

Le finalità istituzionali dell'Accademia Gioenia, indicate nel primo articolo di ogni successiva versione del suo Statuto, collegano la promozione degli studi sui fenomeni naturali, con speciale riguardo alla Sicilia, allo scopo di contribuire al progresso delle scienze. La grande maggioranza dei Soci è sempre stata costituita da studiosi già impegnati nelle attività istituzionali dell'Università. Il ruolo dell'Accademia si distingue però da quello dell'Università, sia per l'esplicita tematizzazione dell'interesse scientifico sulla Sicilia, integrato nell'intento di promuovere il progresso delle scienze, sia per la diversa autonomia d'iniziativa, in ordine alla diffusione della cultura scientifica ed all'adeguamento dei rapporti tra l'evoluzione della scienza e quella della società. Nel luglio del 1997 l'Accademia Gioenia è entrata a far parte del "Reseau des Academies des Pays Mediterranéens" operante sotto l'egida dell'UNESCO. L'attività dell'Accademia si concreta in adunanze pubbliche, conferenze e seminari (cui partecipano scienziati italiani e stranieri) destinati alla presentazione ed alla discussione di risultanze rilevanti della ricerca scientifica, come pure nella organizzazione e nella partecipazione a convegni di studio, orientati alla promozione ed alla diffusione della conoscenza scientifica. La pubblicazione degli "Atti" e del "Bollettino" dell'Accademia persegue lo stesso scopo. Conformemente a quanto previsto nel vigente Statuto, la pubblicazione delle comunicazioni scientifiche sul "Bollettino" dell'Accademia consegue (dal 1996) al giudizio favorevole di due referees indipendenti, scelti a cura di un comitato di esperti che affianca il Responsabile delle pubblicazioni. Le pubblicazioni dell'Accademia ne rendono nota l'attività anche attraverso la loro distribuzione ad istituzioni culturali e di ricerca (circa un terzo in Italia e le altre all'estero), che inviano le loro pubblicazioni, in cambio, alla Biblioteca dell'Accademia. L'ultimo elenco novera circa 200 di tali istituzioni, ma oltre 400 sono state coinvolte in tali scambi, nel corso della storia dell'Accademia. Il ricco patrimonio documentario della Biblioteca Gioenia, di grande rilevanza scientifica e storica, che si è venuto così costituendo, mentre attesta il valore attribuito dalla comunità scientifica alle pubblicazioni dell'Accademia, è un bene culturale d'inestimabile valore, disponibile alla consultazione ed allo studio di chiunque ne abbia interesse. Nel 1996 si è avviato un progetto di riordino e di informatizzazione della Biblioteca, con il trasferimento su CD ROM di mille pagine dei primi volumi degli Atti e del Bollettino, onde renderli consultabili da PC migliorando la sicurezza della loro buona conservazione. Il collegamento in rete consentirà in futuro una più ampia fruibilità di questa parte del patrimonio librario dell'Accademia ed un più tempestivo scambio di informazioni con le Istituzioni con le quali si sono instaurati rapporti di collaborazione culturale e scientifica. Ciò anche in vista degli sviluppi in corso delle reti telematiche e della loro fruibilità nelle attività di ricerca e di formazione. L'Accademia contribuisce al progresso dell'indagine scientifica anche attraverso l'assegnazione di Premi di studio a giovani ricercatori. Va segnalato, in particolare, il "Premio G. P. Grimaldi" per un lavoro di Fisica realizzato presso una delle Università siciliane. Esso ha cadenza quinquennale, è offerto dalla Fondazione G. P. Grimaldi, con sede in Modica, e viene assegnato da una commissione di esperti designata dal Consiglio di Presidenza dell'Accademia. Il progetto di evoluzione nel quale l'Accademia è oggi impegnata è ispirato ad un'interpretazione del dettato statutario che ne ripropone la validità nel contesto delle scienze e della cultura del nostro tempo e si concreta nella ricerca delle condizioni e degli strumenti atti a promuoverne l'efficacia operativa. L’Accademia è articolata in tre sezioni: di Scienze della Natura, di Scienze Chimiche, Fisiche e Matematiche e di Scienze Applicate. La varietà delle tematiche di ricerca perseguite dai Soci, che riflette la complessità dell'articolazione specialistica attuale delle ricerche scientifiche e del loro coinvolgimento nelle strutture formative, dà l'opportunità di sperimentare metodi d'indagine atti a dare efficacia alla collaborazione interdisciplinare. Tra i problemi che devono essere affrontati con tali metodi vi sono quelli collegati alle correnti modalità di sfruttamento delle risorse naturali, alle trasformazioni indotte nella biosfera dai processi di produzione industriale e da quelli connessi alla distribuzione e all'uso del prodotto tecnologico: sono problemi con i quali si confrontano oggi le scienze e la società, e che l'Accademia, per le competenze dei Soci e per scelta programmatica, è impegnata ad affrontare efficacemente. Tale impegno comporta nuove forme di collaborazione interdisciplinare, anche attraverso contributi significativi a migliorare la comunicabilità della conoscenza, liberandola, in un certo senso, dai vincoli dei linguaggi specialistici nei quali, in origine, viene espressa o codificata. Così l'attività dell'Accademia, coerente con le sue finalità istituzionali, contribuisce a migliorare le conoscenze scientifiche, con particolare riferimento alla Sicilia, ma anche ad un'importante ripensamento critico dei metodi dell'indagine scientifica, rilevante per il progresso della scienza e per la diffusione delle conoscenze che da essa derivano.